
Come fare una birra Belgian Dark Strong Ale
Birra quasi in linea con lo stile, a parte una leggera punta in più di IBU. Colore ottenuto grazie alla tostatura casalinga dei malti nel forno, all’inserimento di uno sciroppo di zucchero di canna ed ai 90 minuti di bollitura.
Roccaforte
Stile: Belgian Dark Strong Ale
(Caratteristiche: OG 1,092; FG 1022; IBU: 24,2; gradazione alcolica 9,3%)
Ingredienti per 10 litri finali
Malti:
2000 gr Pilsner
1000 gr Munich
117 gr cioccolato II (tostatura 75 min. a 210°)
100 gr biscotto (tostatura 20 min. 210°)
70 gr caffè (tostatura 40 min. 210°)
50 gr cioccolato (tostatura 65 min. 210°)
500 gr sciroppo di zucchero di canna (ultimi 15 minuti di bollitura)
150 gr zucchero semolato (ultimi 15 minuti di bollitura)
Luppoli e altro:
20 gr Northern Brewer, 60 min;
10 gr Styrian Goldings, 30 min;
3 gr Styrian Goldings, 15 min;
2 gr Styrian Goldings, 5 min;
Lieviti:
SafAle BE-256
Step di mash:
Protein rest 10 minuti a 52°, saccarificazione 45 minuti a 66°, mash out 10 minuti a 78°.
OG: 1092.
Messo il fermentatore in cella frigorifera fatta in casa, costituita da doppi pannelli di polistirolo, e mantenuta una temperatura dai 18° ai 22° per 8 giorni.
Densità dopo 8 giorni 1024.
Aumento per 4 giorni la temperatura a 24° per poi farla riscendere fino a 14°-18°.
La densità non sembra scendere sotto i 1022, quindi dopo circa 15 giorni dall’inizio della fermentazione imbottiglio.
Priming ottenuto miscelando 52 gr di zucchero ad un bicchiere d’acqua, per 9 litri di mosto effettivi. (1 litro l’ho praticamente perso tra assorbimento luppoli, fondi, e calcoli non precisi)
Assaggio e considerazioni
Devo dire che questa birra mi ha soddisfatto parecchio, anche perché sono un amante dello stile Belgian Dark Strong Ale.
Colore scuro, per via dell’uso di malti tostati. Schiuma non fine, persistente a tratti grossolana.
Olfattivamente si avverte una lieve nota erbacea dei luppoli, e l’alto tenore alcolico giunge anche al naso, senza far emergere atro.
All’assaggio si avverte subito una nota decisa di malto tostato, birra alcolica, lievemente amara, corpo accentuato, con una nota lieve astingente, probabilmente legata ad una fase errata di mash. Assenti anche i classici aromi fruttati, presenti invece retrogusti che ricordano il cioccolato fondente ed il caffè.
Frizzantezza normale. Birra da ragionamento, impegnativa e non beverina. Da accompagnare a cibi piuttosto grassi, come carni rosse, brasati e pesci come il salmone.
Consiglio questa ricetta ad ogni appassionato di birre alcoliche ed in stile belga, da degustare durante il periodo invernale.
La rifarei volentieri senza cambiare molto, e la consiglio a tutti gli estimatori del genere.
Al massimo abbasserei il quantitativo dei malti tostati in casa, che a mio avviso hanno ceduto una nota bruciacchiata alla birra, che però si è avvicinata moltissimo ai canoni delle birre di questo stile.
Il lievito? Bella domanda, non so che dirvi, mi ha soddisfatto? Non so rispondere, anche perché avrei voluto usarne uno liquido, ma per i pochi litri di mosto non ho voluto spendere di più. Magari la prossima volta vado sul Monastery ALe.
Sotto i video della cotta e dell’assaggio